Storytelling 2.0

È ormai noto come le storie possono essere assimilate a “sostanze dopanti” senza effetti collaterali: per la loro capacità di favorire alcune importanti funzioni quali umore, attenzione, memoria e apprendimento. In altre parole, le storie fertilizzano l’attenzione e il ricordo.

Sembrerà strano, eppure fare storytelling attivando il canale emotivo risulta essere di massima utilità anche e soprattutto per iniziare una presentazione che richiederà molta attenzione alla platea.

Per ispirare il prossimo è importante porgere agli spettatori una storia che coinvolga la loro sfera emotiva: numerosi studi dimostrano che gli esseri umani ricordano meglio le informazioni ricevute se queste sono pertinenti con il concetto di sé. Quindi fare storytelling oggi non significa semplicemente raccontare le proprie avventure, ma creare rappresentazioni testuali, visive, percettive, porgendo al pubblico il racconto più appropriato, che a quel punto diventa la rappresentazione specifica della persona, prima ancora che dell’azienda e del brand.

Abbiamo compiuto insieme un lavoro mirato a raggiungere consapevolezza delle proprie competenze distintive rispetto agli scenari di riferimento” racconta Alexandra Gazzola, amministratore delegato di Incrementum “da cui abbiamo «distillato» l’essenza del fattore umano, ossia quel “credo” vibrante che vive di vita propria nel cuore dell’imprenditore e avvince il prossimo, da cui il progetto imprenditoriale non può prescindere.”

 

di Alexandra Gazzola